Visione

Il mio metodo quando progetto servizi pubblici

Quando progetto un servizio, considero sempre il sistema in cui opera. Ogni servizio pubblico è il risultato dell’interazione tra persone, processi, tecnologie, vincoli normativi e contesto territoriale.

Il mio lavoro consiste nel rendere questi sistemi evidenti, comprensibili, utilizzabili e sostenibili nel tempo. Utilizzo metodologie di service design e systems thinking per analizzare la complessità, individuare punti di intervento efficaci e progettare soluzioni che funzionino sia per chi le utilizza sia per chi le gestisce.


Progettare servizi come sistemi

Ogni intervento – un servizio digitale, un sito istituzionale, un percorso di accompagnamento all’uso dei servizi – è parte di un sistema più ampio. Non progetto mai un elemento isolato, ma considero sempre le relazioni tra utenti, organizzazione, infrastrutture tecnologiche e processi interni.

Il systems thinking mi permette di mappare queste relazioni, comprendere dipendenze e vincoli, valutare impatti e conseguenze delle scelte progettuali. Un servizio ben progettato non risolve solo un problema immediato, ma migliora il funzionamento complessivo del sistema in cui si inserisce.


Approccio human-centered applicato alla PA

Il punto di partenza del mio lavoro sono le persone che utilizzano i servizi, ma in ambito pubblico questo significa considerare anche chi quei servizi li progetta, li gestisce e li mantiene.

Applico metodologie di human-centered design attraverso ricerca sul campo, interviste, test di usabilità e co-progettazione con stakeholder interni ed esterni. Allo stesso tempo, tengo conto dei vincoli normativi, organizzativi e tecnologici propri della pubblica amministrazione.

Il risultato è una progettazione che migliora l’esperienza degli utenti senza compromettere la sostenibilità operativa dei servizi.